• F.I.R. - Federazione Italiana Rugby

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Disclaimer - Clicca per visualizzare

La Federazione Italiana Rugby è impegnata, sin dalle fasi iniziali dell’emergenza sanitaria in atto, a garantire la tutela dei tesserati e la piena adesione del movimento rugbistico nazionale alle disposizioni delle autorità competenti. FIR è stata da subito attiva nella definizione di strategie di breve, medio e lungo termine per gestire efficacemente l’impatto della pandemia da COVID-19 sulla propria comunità, avviando contestualmente un percorso di definizione strategica per pianificare la ripartenza non appena le condizioni sanitarie lo consentiranno. In coerenza con i principi fondanti del rugby italiano, la FIR è orientata a sostenere attivamente le proprie Società ed a fornire loro tutte le indicazioni necessarie a guidarle attraverso un percorso che non potrà che generare modificazioni sul panorama economico, sociale e sportivo del nostro Paese. In questa pagina le Società troveranno le risposte alle domande più frequenti relative alle determinazioni di FIR, alle disposizioni ed ai provvedimenti governativi. Inoltre, tutte le Società potranno accedere ad un’area dedicata dove interagire, in merito a tematiche strettamente connesse alla situazione corrente, con gli uffici federali che sono regolarmente attivi in regime di lavoro agile. Non è in alcun modo facoltà di FIR fornire alle Società interpretazioni dei decreti governativi vigenti, per i quali le Società sono invitate a fare riferimento ai propri legali di fiducia.

F.A.Q.

Attività sportiva. Determinazioni del Consiglio Federale FIR.

Sì, la versione più aggiornata del “Protocollo per l’organizzazione degli allenamenti e per l’organizzazione dell’attività agonistica nazionale FIR”  è scaricabile QUI.

Non ci sono evidenze che il Gioco di Rugby presenti maggiori rischi di contagio rispetto ad altre discipline. E’ però dimostrato che il distanziamento sociale e il rispetto di norme igieniche di base agevoli il contenimento del contagio.

Così come indicato dal DPCM 02.03.2021 all'articolo 17 nelle cosiddette aree gialle e arancioni è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti.

Nelle zone rosse, invece, l’art. 41 DPCM 02.03.2021 stabilisce che è consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie. È altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all'aperto e in forma individuale.

Sono fatte salve diverse disposizioni regionali o locali che potrebbero derogare a quanto sopra indicato, non prese in considerazione nella redazione della presente risposta.

 

Cosi come indicato all’interno del protocollo adottato dalla FIR, all’interno del paragrafo “Materiali e dotazioni”, Dovranno essere installati presso la struttura “dispenser” di gel igienizzanti in numero tale da agevolare la frequente igienizzazione delle mani per tutti gli Operatori Sportivi. Dovranno essere disponibili presso la struttura, al fine di adoperarli in caso di necessità, guanti monouso, mascherine ed appositi sacchetti per il relativo smaltimento che dovrà avvenire utilizzando appositi contenitori messi a disposizione presso l’impianto.

Le categorie considerate di preminente interesse nazionale che decideranno di svolgere allenamenti con contatto nelle zone arancioni e rosse nel rispetto del protocollo e/o di aderire alle competizioni facoltative, dovranno necessariamente svolgere un tampone nasofaringeo antigenico o molecolare con cadenza settimanale.

Tutte le categorie, ad ogni modo, nelle zone gialle dovranno fare un tampone nelle 72 ore precedenti una gara/amichevole/allenamento congiunto.

Qualora la ASD abbia dei dipendenti dovrà integrare il Documento di Valutazione dei Rischi e/o il Documento Unico Valutazione Rischio Interferenze con una specifica appendice, che illustri le modalità di gestione del rischio da contagio. Per tale attività si raccomanda di avvalersi della consulenza di Suoi esperti di fiducia. In relazione, invece, ai fruitori dell'impianto, dovrà essere predisposto un protocollo operativo al cui rispetto siano tutti obbligati, anche qualora svolgano attività organizzata da parte dell'ente: soci, tesserati, atleti. Le formalità di tale protocollo non sono ad oggi codificate ma si ritiene che debba essere redatto per iscritto, approvato dal consiglio direttivo e sottoscritto da ciascun fruitore dell'impianto. Dovranno, come già affermato in precedenza, essere seguite le indicazioni delle linee guida approvate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio per lo Sport. Per quanto attiene al Medico, bisognerà distinguere tra Medico competente e medico sociale. Il Medico Competente la cui presenza è necessaria solo in presenza di lavoratori dipendenti, è una figura prevista dalla disciplina della sicurezza sui luoghi di lavoro, è normato dall'art. 2, co. 1, lett. h) del D lgs 81/2008, collabora con il Datore di Lavoro per la valutazione dei rischi ed effettua la sorveglianza sanitaria ove necessaria. Tale figura è esclusa qualora l'ASD si avvalga esclusivamente di soggetti volontari, di collaboratori sportivi e amministrativo gestionali. Il Medico Sociale, invece, è il responsabile sanitario in ambito sportivo e, per quanto attiene alle disposizioni regolamentarie dettate dalla FIR, ad oggi non vi è l'obbligo di dotarsi di tale figura all'interno del proprio centro sportivo. Inoltre, per le realtà con lavoratori dipendenti, il documento INAIL di aprile 2020 "Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione" auspica la nomina del medico competente, senza sancirne l'obbligo.

Per tutto quanto non qui considerato e per gli adempimenti da porre in essere per la ripresa delle competizioni, si rimanda al protocollo adottato dalla FIR e in particolare al capitolo “ADEMPIMENTI PRECEDENTI L’INIZIO DELLE ATTIVITÀ - La struttura (impianto sportivo), gli ambienti, gli spazi”.

Qualora il gestore di un impianto non gestisca il rischio covid in fase di riapertura dell'impianto o di porzioni di esso, vige la responsabilità di questo ultimi secondo i principi generali di cui agli artt. 2043 e 2051 c.c. che gli impongono di predisporre adeguate misure di tutela nei confronti di chi venga chiamato ad operare nell'ambito dell'attività di riferimento dell'associazione. ll legale rappresentante e responsabile della ASD, infatti, in qualità di gestore dell'impianto e organizzatore delle attività sportive, è titolare di una posizione di garanzia, ai sensi dell'art. 40, comma secondo, del codice penale, ed è tenuto a garantire l'incolumità fisica degli utenti (atleti, soci, tesserati, frequentatori, collaboratori, allenatori, ecc.) e ad adottare in via preventiva tutte le misure organizzative e tutte le cautele idonee a impedire il superamento dei limiti di rischio connaturati alla normale pratica sportiva. Il principio si applica sia per la responsabilità penale sia per la responsabilità civile.

La responsabilità penale è sempre personale e prescinde dalla natura giuridica del sodalizio sportivo. La responsabilità civile del dirigente consegue invece alla natura giuridica del sodalizio e sussiste ai sensi dell'art. 38 c.c. nelle associazioni non riconosciute come persone giuridiche.  Il rischio di contagio e diffusione del Covid-19 comporta quindi l'adozione di specifiche cautele e misure protettive – di qui la fondamentale importanza di osservare le linee guida e di attuare i protocolli di sicurezza – inserendosi nelle ordinarie regole che disciplinano le responsabilità civili e penali dei dirigenti sportivi.

Ad ogni modo, il legale rappresentante della associazione dilettantistica rappresenta colui su cui ricadranno le responsabilità qualora il rischio Covid non risulti efficacemente gestito e si ritiene, pertanto, che in mancanza dei necessari presupposti di sicurezza per la tutela della salute, quest'ultimo possa decidere di non consentire l'accesso all'impianto per le sessioni di allenamento.

La certificazione medico-sportiva è un documento necessario e obbligatorio per qualsiasi tesserato di una società sportiva, sia che effettui la pratica agonistica sia che effettui quella non agonistica. Analizzando le disposizioni regolamentarie della Federazione Italiana Rugby, inoltre, si evince che per tale organismo sportivo, tutti gli atleti aventi un'età compresa tra i 12 e i 42 anni dovranno necessariamente essere in possesso, per svolgere attività sportiva regolamentata dalla FIR o all'interna di una ASD/SSD ad essa affiliata, della certificazione medica di tipo agonistico. Tutti gli altri atleti tesserati per la FIR, invece, dovranno necessariamente essere in possesso della certificazione medica di tipo non agonistico.

Con riferimento alle responsabilità in capo al legale rappresentante e responsabile di una ASD/SSD va affermato che quest'ultimo, ai sensi dell'art. 40, secondo comma, c.p., risulta essere titolare di una posizione di garanzia ed è tenuto a garantire l'incolumità fisica degli atleti, accertandosi che per lo svolgimento dell'attività sportiva all'interno del proprio centro sportivo questi ultimi siano tutti in possesso della prescritta certificazione medica. Qualora il legale rappresentante di una ASD/SSD permetta lo svolgimento dell'attività sportiva ad un soggetto non in possesso della richiesta certificazione medica obbligatoria, sarà responsabile sia civilmente, in base ai principi generali di cui all'art. 2043 c.c. e 1218 c.c., sia penalmente a titolo di dolo o colpa, nella malaugurata ipotesi in cui il soggetto riporti problematiche fisiche durante lo svolgimento delle attività sportive.

Inoltre, non può tacersi in merito agli eventuali aspetti assicurativi che, in caso di infortunio di un atleta privo della necessaria documentazione medico sanitaria, potrebbero portare l'assicurazione a non procedere all'indennizzo nei confronti di quest'ultimo e/o della ASD/SSD, in quanto l'atleta non avrebbe potuto iniziare il proprio allenamento in assenza di certificazione medica idonea.

Da ultimo, va affermato anche che secondo una recentissima sentenza del Tribunale Federale Nazionale della Federazione Italiana Motociclistica, è sanzionabile, il deferito che abbia partecipato ad una manifestazione, ancorché a carattere non agonistico, privo di un valido titolo idoneo a legittimarne la partecipazione, eludendo le norme federali che gli imponevano di sottoporsi a preventivi accertamenti medici di idoneità. (cfr TF, FMI, decisione n.3/20 del 13 febbraio 2020).

Si, nei casi in cui sia richiesto il tampone, ogni gruppo squadra deve essere testato all’interno della stessa finestra temporale.

Si, le categorie di interesse nazionale nelle zone arancioni e rosse dovranno svolgere i tamponi, una volta alla settimana, cosi come indicato nel protocollo federale, per poter svolgere allenamenti con contatto e competizioni facoltative, nel rispetto del protocollo federale.

Le categorie non di interesse nazionale potranno invece svolgere solamente nelle zone gialle attività con contatto senza obbligo di tampone settimanale per gli allenamenti, nel rispetto del protocollo e nelle zone arancioni potranno solamente svolgere attività individuale nel rispetto del protocollo federale.

Ad ogni modo, tutte le categorie, nelle 72 ore prima di allenamenti congiunti/gare/amichevoli dovranno svolgere un tampone nasofaringeo.

Il Consiglio Federale definirà nella prima riunione utile, programmata a strettissimo giro, le modalità di contribuzione forfettaria per lo svolgimento dei tamponi per i Club. I contributi forfettari saranno erogati a consuntivo dell’attività facoltativa svolta.

Le categorie non di interesse nazionale possono:

-       Nelle zone gialle fare attività con contatto senza utilizzo di spogliatoi e palestre e senza obbligo di tampone e nel rispetto del protocollo federale; possono svolgere gare/amichevoli/allenamenti congiunti previo tampone nelle 72 ore precedenti.

-       Nelle zone arancioni svolgere le proprie attività solamente in forma individuale senza utilizzo di spogliatoi e palestre e nel rispetto del protocollo federale;

-       Nelle zone rosse non possono svolgere attività.

Gli atleti che a seguito di positività produrranno un tampone negativo o un certificato di completa guarigione dovranno svolgere la visita medico sportiva ai sensi di quanto indicato dalla FMSI entro i successivi 8 giorni. Per tutto tale lasso di tempo, vista la graduale ripresa delle attività sportive e il delicato momento pandemico che stiamo vivendo, i suddetti giocatori potranno essere considerati tra coloro che non saranno utilizzabili causa Covid-19 e, pertanto, calcolati all’interno del numero superato il quale è possibile chiedere alla FIR il differimento della gara.

Qualora una ASD/SSD, causa Covid-19, sia impossibilitata a schierare in campo un numero minimo di atleti utili per lo svolgimento di una gara (ad esempio atleti prima linea), così come indicato dai Regolamenti federali, potrà chiedere il differimento della partita anche qualora il numero di atleti positivi non superi la soglia di 3.
La richiesta di differimento di una gara è facoltà delle singole ASD/SSD le quali saranno libere di domandarlo o meno.

Così come indicato dalle Linee guida del Dipartimento Sport del 01.06.21, solamente nelle zone gialle, restano esclusi dall'obbligo di svolgimento tamponi coloro che risultano vaccinati o che abbiano ricevuto da almeno 15 giorni la prima dose di vaccino, e per i soggetti guariti dalla malattia da Covid-19 da non più di sei mesi. In ogni caso, l'insorgere di sintomatologia clinica riconducibile a Covid-19, indipendentemente delle cause di esclusione appena indicate, comporterà l'immediata sottoposizione del soggetto interessato a tampone di verificare.

Per il resto, si dovranno continuare a rispettare tutte le procedure e le regole anti-covid previste dal protocollo. Quanto appena affermato è in linea anche con le disposizioni generali in materia anti-Covid-19 che non prevedono regolamentazioni differenti tra soggetti vaccinati e soggetti non vaccinati ed anche con le indicazioni dell’Istituto superiore di sanità per il quale "Anche dopo essersi sottoposti alla vaccinazione bisognerà continuare a osservare misure di protezione nei confronti degli altri, come la mascherina, il distanziamento sociale e il lavaggio accurato delle mani. Ciò sarà necessario finché i dati sull’immunizzazione non mostreranno con certezza che oltre a proteggere sé stessi il vaccino impedisce anche la trasmissione del virus ad altri.” (https://www.iss.it/covid19-fake-news/-/asset_publisher/qgZFrRLpL1jG/content/fake-news-sui-vaccini).

Quanto sopra vale anche per coloro che hanno contratto il coronavirus ed ora sono guariti.

Le strutture tecniche ed operative delle regioni saranno a disposizione per facilitare e supportare la ripresa di allenamenti e competizioni.

Dal mese di giugno, secondo la programmazione diffusa diffusa dalla FIR.

No, l’attività non prevede classifiche o assegnazione di titoli.

a) Effettuare un tampone molecolare per tutti i componenti del gruppo squadra.

b) Avvisare i singoli medici curanti e la ASL di competenza.

c) Chiudere l’impianto e mantenerlo non accessibile sino a sanificazione eseguita.

d) Impedire l’accesso ai positivi ed ai membri del gruppo squadra posti in quarantena

Si potranno disputare - previa effettuazione di test molecolari o antigenici nasofaringei nelle settantadue ore precedenti - allenamenti congiunti o amichevoli con altre Società.  Per garantire una graduale ripresa in sicurezza, allenamenti congiunti ed amichevoli fino al 12 giugno dovranno coinvolgere non più di due Società, con autorizzazione dei rispettivi CR i Delegazione se fuori Regione. 

L'organizzazione di tali attività dovrà essere preceduta, in ogni caso, da un periodo minimo di quattro settimane di allenamento con contatto, in coerenza con le indicazioni di World Rugby e per garantire un adeguato condizionamento atto alla prevenzione di infortuni.

Si dovranno seguire le linee guida del dipartimento sport per l’organizzazione di eventi e competizioni sportive e altre eventuali linee guida dettate a livello regionale o locale

Si possono svolgere allenamenti collettivi e di contatto, con utilizzo spogliatoi e palestre, senza obbligo di tampone per allenarsi ma con obbligo di tampone per svolgere gare/amichevoli/allenamenti congiunti.

Il tampone dovrà essere necessariamente nasofaringeo e potrà essere antigenico o molecolare (esempio: NO SALIVARE).

Come da nota della Commissione medica federale, nell’ambito dell’applicazione del protocollo per la ripresa agonistica, si precisa che anche Il test antigenico rapido va effettuato e/o verificato da personale sanitario, ossia da tutti gli operatori che forniscono servizi di assistenza sanitaria preventiva, curativa, promozionale o riabilitativa a persone, famiglie o comunità, per maggiori informazioni di seguito il link del Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=808&area=professioni-sanitarie&menu=vuoto&tab=2

Altri provvedimenti di interesse per il mondo sportivo adottati dalle autorità competenti

Come indicato nelle FAQ del Dipartimento Sport è possibile circolare durante gli orari del coprifuoco esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità ovvero per motivi di salute; la partecipazione ad eventi o competizioni di rilevanza nazionale ovvero agli allenamenti, per gli atleti che vi partecipano, rientra tra le fattispecie previste.

E' possibile per gli atleti partecipanti alle suddette competizioni di preminente interesse nazionale svolgere allenamenti, anche all'interno delle cosiddette zone rosse, così come anche ricordato dal Dipartimento Sport all'interno delle proprie FAQ sezione A n. 18 e n.19.

Si, per le categorie di interesse nazionale sono consentiti allenamenti anche in zona rossa, nel rispetto del protocollo federale e sono consentiti gli spostamenti anche tra Regioni differenti. 

Le visite medico sportive a seguito di guarigione da positività al virus Sarà-Cov-2, dovranno svolgersi in linea con le indicazioni fornite dalla FMSI alle quali si rinvia. 

Potranno svolgere attività solamente le categorie di preminente interesse nazionale, con utilizzo di spogliatoi e palestre, nel rispetto del protocollo.

Sono fatte salve diverse disposizioni regionali o locali non prese in considerazione nella redazione della presente risposta.

In zona arancione le categorie di interesse nazionale potranno continuare a svolgere le proprie attività nel rispetto del protocollo e con tampone settimanale.

In zona arancione le categorie non di interesse nazionale potranno svolgere le attività solo in forma individuale e senza possibilità di usare spogliatoi e palestre.

In zona gialla le categorie di preminente interesse nazionale potranno svolgere normali attività senza tampone e con utilizzo spogliatoi e palestre.

In zona gialla le categorie non di preminente interesse nazionale potranno svolgere normali attività senza tampone e con utilizzo spogliatoi e palestre.

Sono fatte salve diverse disposizioni regionali o locali non prese in considerazione nella redazione della presente risposta.

 

Solamente le categorie di preminente interesse nazionale potranno utilizzare spogliatoi e palestre, nel rispetto del protocollo federale, in tutte le zone d'Italia.

Le categorie non di interesse nazionale potranno utilizzare spogliatoi e palestre solamente in zona gialla e bianca.

Gli spostamenti in entrata e in uscita dai  territori  collocati in zona arancione o rossa sono consentiti, solamente ai partecipanti alle categorie di preminente interesse nazionale e ai soggetti muniti delle  certificazioni verdi COVID-19 di cui all'articolo 9 DL 51/2021.

Tutti coloro che parteciperanno alle categorie non di preminente interesse nazionale e non sono in possesso delle certificazioni verdi sopra dette, non potranno spostarsi tra Regioni differenti.

Nelle zone bianche si dovranno continuare ad osservare le indicazioni del presente protocollo, ma cessano di applicarsi le sospensioni ed i divieti di esercizio previsti dal Capo III del DPCM del 2 marzo 2021 in base a quanto indicato dal DL 52/2021. Pertanto, sarà possibile riprendere le attività sportive in palestra e si potrà riprendere in maniera graduale lo svolgimento dell'attività sportiva con contatto -a partire dall'attività propaganda (da u6 ad u12) - e l'attività formativa di avviamento allo sport di contatto, nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale.

Sarà però necessario applicare le misure di cui all'appendice n. 3 del presente protocollo e le misure anti contagio previste dal citato DL, nonché i protocolli e le linee guida allo stesso allegati concernenti il settore di riferimento o, in difetto, settori analoghi. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto. Le palestre potranno essere riutilizzate rispettando tutte le misure indicate nei protocolli e nelle Linee Guida adottati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per lo sport.



Provvedimenti relativi a sede e impianti

Il Protocollo intende fornire indicazioni tecnico-organizzative e sanitarie per la continuazione delle sessioni di allenamento collettivo e delle attività sportive di contatto.

Per tutte le categorie, componenti e settori, il presente protocollo indicherà le modalità con cui sarà possibile continuare l'attività motoria senza alcun assembramento, nel rispetto dei principi fondamentali e delle norme igieniche generali e di distanziamento sociale emanate dal Governo in relazione all'emergenza epidemiologica.

Così come indicato nel protocollo adottato dalla FIR, nel capitolo “Pulizia e sanificazione”, nelle aree geografiche a maggiore endemia o negli impianti sportivi in cui si sono registrati casi sospetti di COVID-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia e igienizzazione è necessario prevedere, alla riapertura, una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, ai sensi della richiamata circolare 5443 del 22 febbraio 2020. Per pulizia s’intende la detersione con soluzione di acqua e detergente. Per sanificazione s’intende l’insieme dei procedimenti ed operazioni atti ad igienizzare determinati ambienti e mezzi mediante l’attività di pulizia e di disinfezione attraverso l’utilizzo di apposite soluzioni disinfettanti. Si raccomanda la definizione di un piano di pulizia e la periodica igienizzazione di tutti gli ambienti (aree comuni, servizi igienici, spogliatoi, etc.) e di tutte le superfici utilizzati per lo svolgimento dell’allenamento, ivi incluse le zone di passaggio e con particolare attenzione alle superfici toccate più di frequente (maniglie, porte, etc.). Tutti gli strumenti a qualsiasi titolo utilizzati nel corso della seduta di allenamento dovranno essere igienizzati all’inizio, al termine e se necessario anche durante la stessa.

  • Si, così come indicato nel protocollo federale si dovrà effettuare la misura della temperatura corporea a tutti coloro che accedono all’impianto, ad ogni accesso. A coloro che hanno una temperatura superiore a 37,5°C l’accesso non sarà consentito e dovranno consultare il proprio medico. La Società dovrà disporre di almeno un termometro a infrarossi per la rilevazione a distanza della temperatura corporea.

Così come indicato nel protocollo, l’accesso all’impianto sportivo (sede d’allenamento e – in prospettiva - delle partite) sarà consentito solamente a:

  • coloro che non avranno segni/sintomi (es. febbre, tosse, difficoltà respiratoria, alterazione di gusto e olfatto) per un periodo precedente l’attività di almeno 3 giorni e in assenza di esposizione al contagio nei 14 giorni precedenti; 
  • oppure producendo la certificazione di aver svolto un test antigenico o molecolare negativo a 10 giorni dall’ultima esposizione con un caso positivo o sospetto e dalla data di svolgimento del tampone non essere stato esposto al contagio e non aver avuto segni/sintomi (es. febbre, tosse, difficoltà respiratoria, alterazione di gusto e olfatto) per un periodo precedente l’attività di almeno 3 giorni; 
  • oppure producendo la certificazione di avvenuta guarigione completa e dalla data di guarigione non essere stato esposto al contagio e non aver avuto segni/sintomi (es. febbre, tosse, difficoltà respiratoria, alterazione di gusto e olfatto) per un periodo precedente l’attività di almeno 3 giorni. In tale ultimo caso, la comunicazione di avvenuta guarigione andrà indirizzata direttamente al Presidente della Società Sportiva o indirettamente per il tramite del Medico sociale. Per l’attività delle Squadre Nazionali la comunicazione andrà indirizzata al Medico Federale o, in caso di rappresentative, ai Referenti Medici delle singole componenti.

Si, il registro dei presenti deve essere tenuto nella sede degli allenamenti e - in prospettiva - delle partite (atleti, staff tecnico, dirigenti, medici, fisioterapisti, etc.) e dovrà essere mantenuto per almeno 14 giorni, nel rispetto della normativa su acquisizione e conservazione dei dati cosiddetti sensibili personali.

Si, tranne che nelle zone bianche, ad ogni accesso all’impianto si dovranno acquisire e verificare le autocertificazioni necessarie (vedasi modello allegato al presente protocollo) che tutti gli Operatori Sportivi (tecnici, collaboratori, atleti, arbitri) che accedono alla struttura avranno l’obbligo di compilare e consegnare prima della ripresa delle attività o comunque prima dell’accesso all’impianto.

Si, ai sensi del protocollo, l’acquisizione della documentazione salvo assoluta impossibilità dovrà avvenire per via telematica, limitando l’utilizzo del formato cartaceo e lo scambio di documenti. Potranno essere acquisiti con queste modalità tutti i documenti necessari alla ripresa degli allenamenti e delle gare.

In caso di diagnosi accertata di SARS-CoV-2, è necessario avvertire immediatamente l’ASL di competenza che adotterà le procedure e i provvedimenti necessari. Le ASD/SSD di appartenenza del soggetto risultato positivo al Sars-Cov-2 e che vedranno posti in quarantena i loro giocatori, potranno richiedere alla Federazione il rinvio della gara di campionato mediante richiesta all’ufficio tecnico FIR da parte del Presidente del Club. 

Qualora il gestore o altro personale dello staff venga a conoscenza della frequentazione del sito sportivo da parte di una persona risultata affetta dal COVID -19, dovrà seguire tutte le indicazioni fornite dalla ASL di competenza, e comunque avvertire tutti gli utenti che hanno frequentato gli spazi in contemporanea con la persona affetta dal virus, nonché procedere alla sanificazione della struttura. In attesa della sanificazione, il sito sportivo dovrà restare chiuso.

Per le sole ASD/SSD partecipanti al campionato di Top 10, in caso di diagnosi accertata di Sars-Cov-2, oltre ad avvertire immediatamente l’ASL di competenza, tutti gli atleti, i tecnici e lo staff dovranno seguire le indicazioni di cui al paragrafo “Controllo degli Operatori Sportivi – Campionato Italiano Top 10” del protocollo, pena l’impossibilità di riprendere gli allenamenti e/o le gare. In caso di diagnosi accertata di positività al virus Sars-Cov-2 di più di 3 atleti la ASD/SSD del campionato di Top 10 potrà richiedere il rinvio della gara di campionato. La ASD/SSD del Campionato Top10 potrà altresì richiedere il rinvio della gara qualora, a seguito di diagnosi accertata di Sars-Cov-2 la stessa non sia riuscita, per colpe ad essa non imputabili, ad effettuare i tamponi presso strutture pubbliche o private così come indicate nel paragrafo “Controllo degli Operatori Sportivi - Campionato Italiano Top 10” del presente protocollo. Tutti gli altri, per cui il tampone dia esito negativo, potranno partecipare a allenamenti e gare di campionato. A tal Fine i Club partecipanti al campionato Eccellenza Top10 dovranno comunicare all’ufficio Tecnico FIR una lista, di massimo quaranta giocatori che potranno partecipare alle gare, almeno una settimana prima dell’inizio delle attività agonistiche.

Uffici Federali centrali e periferici FIR

La Federazione Italiana Rugby ha deliberato la costituzione del Comitato di Gestione Aziendale Covid-19 quale misura imprescindibile per garantire, in coerenza con le disposizioni delle autorità competenti, il rientro in sicurezza dei dipendenti presso gli uffici federali, sia centrali che periferici.

Il Comitato predisporrà e indicherà, nel periodo immediatamente precedente la riapertura delle sedi di lavoro FIR (Stadio Olimpico di Roma, Cittadella del Rugby di Parma, uffici dei Comitati Regionali) tutte le misure sanitarie e preventive atte alla massima tutela della salute del personale dipendente, in linea con le disposizioni del Governo.

Tutte le comunicazioni relative alla ripresa della regolare attività degli uffici federali, le misure di prevenzione e tutela adottate, i dettagli relativi alla fornitura o alla dotazione dei presidi protettivi necessari saranno pubblicati in una apposita sezione del portale covid-19.federugby.it, garantendo così la piena conoscenza di quanto definito ed adottato non solo da parte del personale dipendente e dei collaboratori esterni ma anche dell’intero movimento rugbistico nazionale, dei fornitori di FIR e di tutti colori che, a vario titolo, interagiscono con la struttura federale.

Sino alla riapertura degli uffici federali al personale dipendente, prevista come da Delibera Presidenziale n. 24 il 20 maggio a seguito della comunicazione di Sport e Salute, questo proseguirà a garantire la piena operatività in regime di lavoro agile/smart working.

Sì, ma solo nel giorno di rientro presso l’ufficio. Usa l’autocertificazione che hai ricevuto con l’informativa ai dipendenti o scaricala dalla cartella documenti del portale Covid-19.federugby.it

Non sono consentite le riunioni in presenza. Laddove non differibili, dovrà essere garantito il rispetto delle norme di distanziamento e igiene, riducendo al minimo la partecipazione dei presenti.

Informa subito l’Ufficio del Personale, ti comunicheranno come comportarti nella tutela della tua salute, della tua privacy e di quelle di tutti i colleghi.

In tutti gli spazi comuni ed in tutte quelle situazioni dove sia prevista la presenza contemporanea di due o più persone, te incluso. Ed ovunque non siano garantiti il distanziamento sociale e una adeguata areazione.

Soprattutto nei corridoi, così come in tutte le aree comuni dove non sia garantibile il distanziamento sociale e una corretta areazione.

Solo nel caso di presenza temporanea di altri colleghi. Quando sei da solo puoi rimuoverli.

Sì, la temperatura potrà essere rilevata ad ogni accesso per la massima sicurezza di tutti.

Sì, qualora previsti e comunque rispettando le norme di distanziamento e igiene, il distanziamento sociale, indossando i dispositivi ed evitando gli assembramenti.

In base alla gravità della violazione, il datore di lavoro potrà valutare provvedimenti disciplinari.

Covid-19, spostamenti Assemblea Ordinaria Elettiva 2021

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